Specializzazione in Geriatria: durata, posti SSM, stipendio e migliori università

25 giugno 2026

10 minuti di lettura

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Indice dell'articolo

Cos'è la Geriatria e cosa fa il geriatra

Principali condizioni trattate dal geriatra

Differenze tra geriatra e medico internista

Perché scegliere Geriatria (pro e contro)

Quanto dura la specializzazione in Geriatria

Attività clinica durante la scuola

Competenze acquisite durante la specializzazione

Quanti posti ci sono per Geriatria al test SSM

Punteggio minimo per entrare in Geriatria

Geriatria è difficile?

Quanto guadagna uno specializzando in Geriatria

Quanto guadagna un geriatra

Le migliori scuole di specializzazione in Geriatria in Italia

Com'è la vita durante la specializzazione in Geriatria

È difficile entrare in Geriatria?

Come prepararsi al test SSM per entrare in Geriatria

FAQ sulla specializzazione in Geriatria

Cos'è la Geriatria e cosa fa il geriatra

La Geriatria è la specialità medica che si occupa della diagnosi e gestione della fragilità dell’anziano, della multimorbilità e della prevenzione della perdita di autonomia attraverso un approccio multidimensionale.

Durante i primi anni di università anch’io pensavo che l’internista e il geriatra fossero sostanzialmente la stessa figura. Sebbene queste due professioni condividano l’importanza di una gestione olistica del paziente, la medicina interna può potenzialmente occuparsi di pazienti in qualsiasi fascia d’età. Inoltre, alcuni reparti di medicina interna tendono comunque a sottospecializzarsi in una determinata branca, ad esempio in ambito cardiovascolare o gastroenterologico, con ambulatori o servizi dedicati. 

Al contrario, il geriatra si prende cura per definizione dei pazienti in età avanzata, caratterizzati da un’estrema fragilità e da un equilibrio ancora più labile. Per questo motivo è parte integrante della professione la valutazione del grado di autonomia della persona prima del ricovero, della sua qualità della vita, e fattori come lo stato cognitivo, ma anche una particolare attenzione alla nutrizione con la creazione di programmi personalizzati. In aggiunta, il geriatra possiede enormi competenze in ambito farmacologico, cercando un equilibrio nella terapia domiciliare dei pazienti più anziani, spesso comorbidi e con molti farmaci a rischio di provocare soprattutto le cadute, particolarmente delicate in pazienti di questo tipo. Se tutti questi aspetti ti sono sempre interessati quando studiavi all’università, la specializzazione in geriatria potrebbe essere la scelta per garantire un continuum assistenziale ai tuoi futuri pazienti anziani.

Principali condizioni trattate dal geriatra

La prima cosa che noterai entrando in un reparto di geriatria è il fatto di trovarti davanti a diverse patologie in contemporanea, senza un focus specifico. Questo non significa però gestirle in modo superficiale, anzi!

Molto spesso si parla di vere e proprie “sindromi geriatriche”, date dalla combinazione di problematiche anche molto diverse tra loro e con un grandissimo impatto sulla vita del paziente. Un esempio è la fragilità, estremamente variabile tra una persona e l’altra: potrai incontrare nonni di 90 anni ancora autonomi e altri più giovani ma estremamente dipendenti da un supporto.  

Tra le condizioni più frequenti, considerando l’età avanzata, ci sono anche la demenza (un deterioramento cognitivo progressivo) e il delirium (uno stato confusionale acuto che può comparire soprattutto durante un ricovero o a causa di fattori di stress esterni). Nel corso della professione come geriatra imparerai a riconoscere e gestire queste condizioni, collaborando con i colleghi psichiatri e neurologi. 

Altro tema già citato prima riguarda le cadute, che spesso nascondono problemi come la sarcopenia, uno stato di malnutrizione oppure farmaci che causano ipotensione assunti in quantità sbagliate. In un paziente anziano la tipica frattura del femore può essere fatale, per questo motivo diventa fondamentale soffermarsi anche sul piano sociale per capire il grado di assistenza al domicilio, soprattutto nei pazienti rimasti soli. Un’altra causa delle cadute è l’incontinenza, che porta a spostarsi dalla stanza al bagno più volte durante il giorno e la notte e va gestita insieme ai colleghi urologi.

Differenze tra geriatra e medico internista

Come detto prima, quando si parla di geriatra e medico internista il confine può sembrare molto sottile. In realtà, frequentando un reparto di geriatria durante i tirocini o per la tesi ti accorgerai che la differenza sta proprio sul focus che avrai. L’internista tende a concentrarsi sulle patologie d’organo, collaborando con i vari specialisti nella gestione clinica o eventualmente chirurgica. Il geriatra parte invece dallo stato generale del paziente: che cos’è che ha ridotto la sua autonomia? E’ supportato dai familiari? Riesce a prendere tutte le medicine o è trascurato e sta sviluppando altre patologie?

Pur avendo una dimensione sociale e umana, anche in geriatria conta fare una diagnosi e quantificare questi aspetti. Per questo motivo si usano strumenti che in altri reparti si vedono meno: le scale ADL e IADL per valutare l’autonomia quotidiana, il MMSE per lo stato cognitivo o il MNA per il rischio di malnutrizione diventeranno i tuoi principali alleati per orientarti nella gestione dei tuoi pazienti.

Ti faccio un esempio pratico: due pazienti ricoverati con la stessa identica polmonite potrebbero avere bisogni e gravità completamente diverse sulla base di questi parametri, se uno vive da solo ed è autonomo e l’altro ha una demenza avanzata. E’ proprio questo a rendere la geriatria diversa dalla classica medicina interna.

Perché scegliere Geriatria (pro e contro)

Se durante gli studi ti sei appassionato al ragionamento clinico, a seguire percorsi articolati e ad avere una visione globale della persona, la geriatria potrebbe davvero fare al caso tuo. Secondo molte opinioni di colleghi specializzandi in geriatria, uno degli aspetti che arricchisce di più è proprio il rapporto con il paziente e la famiglia.

Un aspetto della geriatria che ho scoperto durante i tirocini è quanto sia facile affezionarsi ai pazienti. Alcuni finiranno per ricordarti i tuoi nonni (🥺) e spesso, dietro un ricovero, c’è una storia di vita molto più complessa di quello che si legge da una cartella clinica.

E’ anche questo che rende la geriatria una specializzazione molto umana, dove il rapporto con la famiglia e con il paziente ha ancora un ruolo centrale. Avere il tempo di ricostruire la storia personale e clinica non è scontato, e in altri reparti trova molto meno spazio. Per quanto possa sembrare monotona, in realtà la geriatria racchiude potenzialmente tutte le patologie che possono affliggere l’anziano, dalla cardiologia all’oncologia, fino all’ortopedia o alla chirurgia generale. In aggiunta, con l’invecchiamento progressivo della popolazione italiana, si tratta di una figura molto richiesta sia in ospedale che sul territorio. 

Esistono anche degli aspetti che potrebbero farti considerare altre specializzazioni. La geriatria ha meno procedure rispetto ad altre specialità, ad esempio anche solo l’ecografia che viene gestita maggiormente dai colleghi internisti. Il carico emotivo e assistenziale può diventare importante, soprattutto nei reparti con pazienti molto fragili e compromessi dal punto di vista cognitivo. Empatizzare con i pazienti anziani è sicuramente un valore aggiunto, ma alcuni potrebbero non sopportare il fatto di trovarsi a gestire il fine vita, e in alcuni casi le cure palliative. I ritmi lavorativi sostenibili, per quanto garantiscano un buon equilibrio vita-lavoro, possono risultare monotoni per alcuni. Se ti piace un ambiente super dinamico e carico di urgenze, probabilmente la geriatria non è tra le specializzazioni da considerare. 

Quanto dura la specializzazione in Geriatria

La durata della specializzazione in Geriatria, come le altre cliniche, è di 4 anni. Anche se ci sono differenze tra una scuola e l’altra, la maggior parte prevede una parte di formazione in reparto ospedaliero, ma anche una serie di realtà all’esterno.

Potrai ruotare negli ambulatori sul territorio, nelle RSA o nelle strutture riabilitative, per formarti a 360° sulla gestione multidimensionale del paziente anziano. Una parte importante del lavoro riguarda infatti non solo quello che accade in reparto, ma anche la continuità assistenziale dopo la dimissione. Ti confronterai con dimissioni protette, assistenze domiciliari e con la pianificazione del percorso personalizzata per ogni paziente. 

Se lavorare solo in ospedale ti sembra noioso, geriatria potrebbe aprirti delle porte diverse, permettendoti di fare da ponte tra l’ospedale e il territorio. Non ti limiteresti a trattare una singola malattia, ma creeresti una continuità confrontandoti con i familiari, gli infermieri, i fisioterapisti e gli assistenti sociali.

Attività clinica durante la scuola

Durante la scuola di Geriatria, l’attività clinica è caratterizzata da una vasta serie di opportunità per crescere come medico. In reparto, ad esempio, si segue la gestione dei pazienti ricoverati per problematiche come riacutizzazioni di scompenso in grandi anziani, o cadute con frattura del femore. Si tratta di casi complessi e delicati dal punto di vista clinico e questo può rappresentare un grande stimolo. 

Un’altra parte dell’attività, svolta soprattutto negli anni successivi della specializzazione quando avrai acquisito maggiore esperienza, è quella delle consulenze geriatriche. Quante volte ti è capitato di vedere in altri reparti pazienti anziani ricoverati in delirium per i quali era necessaria una valutazione farmacologica specifica e compatibile con tutti i farmaci assunti? Lo psicogeriatra ad esempio è una sottospecializzazione che collabora con quasi tutti i reparti. 

Frequenterai anche le RSA (residenze sanitarie assistenziali), strutture nelle quali vengono ospitati anziani che non sarebbero autonomi al domicilio, oppure gli ambulatori e i servizi territoriali. Non tutti i pazienti hanno necessariamente bisogno di un ricovero, perché una buona parte del lavoro viene svolta anche rivalutando il paziente a distanza sul territorio per riaggiustare la terapia.

Che si tratti di rimodulare un po’ una terapia psicoattiva, o togliere un farmaco di troppo che dà ipotensione, quello del geriatra è un mestiere utile a evitare possibili ricoveri e complicanze.

Parteciperai anche alle cosiddette UVG, le unità di valutazione geriatrica studiate ad hoc in collaborazione con gli assistenti sociali, per valutare il grado di autonomia al domicilio e attivare, quando necessario, un supporto nel comune di residenza.

Un altro esempio può essere l’attivazione di una dimissione protetta: un paziente anziano vasculopatico che ha bisogno di continue medicazioni e vive con la moglie in un piccolo paesino di montagna non deve essere costretto a venire in ospedale 2 volte a settimana, ma si può valutare una dimissione protetta attivando un’assistenza infermieristica al domicilio. Tutti questi esempi dimostrano quanto la geriatria sia concreta e legata alla vita reale delle persone anziane. 

Competenze acquisite durante la specializzazione

La scuola di specializzazione in Geriatria ti porta in maniera graduale a diventare esperto nel ragionamento clinico complesso. Una delle competenze che acquisirai è infatti la valutazione multidimensionale del paziente anziano, integrando aspetti clinici come la pressione arteriosa con lo stato cognitivo (monitorando ad esempio il MMSE nel tempo), o lo stato nutrizionale e sociale (ad esempio in un paziente le cui esigenze cambiano dopo la scomparsa di un coniuge).

Per quanto l’esame di farmacologia sia stato un vero incubo, in geriatria col tempo imparerai a gestire la polifarmacoterapia in modo efficace. Molti pazienti anziani si presentano con terapie lunghissime, impostate da diversi specialisti che (spesso) non parlano tra di loro. Il lavoro del geriatra è anche quello di ricostruire quali farmaci siano davvero utili e quali invece aumentino il rischio di cadute, ipotensione o delirium.

Durante la specializzazione svilupperai competenze specifiche in ambito neurologico: le società scientifiche nazionali e le regioni stanno investendo sempre più risorse per prevenire il delirium, e la figura del geriatra sarà cruciale non solo per intervenire quando necessario, ma anche per insegnare e collaborare con gli altri colleghi nella gestione di questa problematica. Un altro esempio è la gestione della sarcopenia e della nutrizione, cercando di formulare un piano nutrizionale personalizzato sulla base delle esigenze del paziente: un grave neuropatico avrà bisogno ad esempio di maggiore attenzione.

Quanti posti ci sono per Geriatria al test SSM

Negli ultimi anni i posti per la scuola di geriatria al test SSM sono progressivamente aumentati, passando da poco più di 250 nel 2019 a 370 nello scorso test SSM del 2025. Il Sistema Sanitario Nazionale ha sempre più bisogno di specialisti che rispondano a questo cambiamento demografico, con pazienti sempre più anziani e complessi, e quest’investimento per il futuro potrebbe potenzialmente ridurre le spese sanitarie derivanti da eventuali ricoveri o complicanze. 

In linea di massima i contratti di geriatria sono distribuiti abbastanza bene sul territorio nazionale, sia nelle grandi università che negli atenei più piccoli. Questo rende la specialità accessibile rispetto ad altre branche molto competitive, pur mantenendo buone prospettive lavorative in diversi ambiti. Come abbiamo visto prima, la richiesta di geriatri si estende anche al di fuori dell’ospedale, con bandi per RSA, strutture riabilitative e distretti territoriali.

Punteggio minimo per entrare in Geriatria

Il punteggio minimo del test SSM per entrare a Geriatria cambia ogni anno e varia in base alla sede universitaria: l’anno scorso il punteggio minimo è stato di 12 nella sede di Parma, ma ha raggiunto anche un minimo di 92 in sedi più ambite come quella di Brescia. 

Nel complesso, la competitività per entrare nella scuola di Geriatria è considerata medio-bassa rispetto ad altre specialità più richieste. Non significa che sia un “ripiego”, ma spesso chi sceglie geriatria lo fa perché cerca qualcosa di molto clinico e umano. 

Oltre al punteggio, ti consiglio di informarti sulla rete formativa della sede: c’è un reparto dedicato? Si ruota negli ambulatori territoriali o nelle RSA? Che volume di pazienti c’è e ci sono possibilità di fare esperienze in altri centri? Tutti questi aspetti ti aiuteranno a fare la scelta giusta.

Geriatria è difficile?

Quando ci si chiede se la Geriatria sia difficile, spesso la prima reazione è quella di considerarla poco impegnativa, soprattutto per le tante scale numeriche e questionari, piuttosto che procedure tecniche. E’ vero che un geriatra non si dovrà occupare di fare un ecocardiogramma o di interpretare una RM encefalo, ma si tratta di una professione impegnativa dal punto di vista clinico e che richiede numerose energie sul piano umano. 

Nel gestire pazienti così fragili, il processo di decision-making può essere difficile da gestire con serenità. Ogni scelta ha conseguenze sul resto delle patologie e si deve lavorare in un equilibrio sottilissimo tra i vari aspetti che abbiamo visto finora: benefici, effetti collaterali,  prognosi e aspettativa di vita. Ci sono volte in cui il geriatra deve ad esempio capire quando intensivizzare le cure, altre in cui deve fermarsi per evitare accanimenti insieme al palliativista.

Quanto guadagna uno specializzando in Geriatria

Lo stipendio dello specializzando in Geriatria è quello previsto a livello nazionale per tutte le scuole di specializzazione medica.

A partire dal 2026 è previsto un aumento del trattamento economico per gli specializzandi, con un incremento del 5% della quota fissa per tutte le specializzazioni e un ulteriore aumento del 50% della quota variabile per alcune discipline considerate particolarmente carenti, tra cui proprio Geriatria.

Per gli specializzandi in Geriatria, la retribuzione diventa quindi:

  • 1.833 euro netti circa al mese nei primi due anni di specializzazione (1.960,17 euro lordi/mese);
  • 1.941 euro netti circa al mese dal terzo anno in poi (2.067 euro lordi/mese).

In alcune regioni o sedi meno ambite possono inoltre essere previsti incentivi aggiuntivi. Queste misure, però, variano di anno in anno e dipendono dalle singole scuole di specialità.

Quanto guadagna un geriatra

Lo stipendio del geriatra dipende dal contesto lavorativo dopo la specializzazione. In ambito ospedaliero uno strutturato geriatra segue i contratti del SSN, con una crescita progressiva basata sull’anzianità, eventuali guardie o incarichi di responsabilità.

Una caratteristica della geriatria è però l’alta occupabilità territoriale, con molti geriatri assunti nelle RSA o nei servizi legati alla riabilitazione o l’assistenza domiciliare (ADÌ). Gli stipendi variano a seconda del tipo di struttura e della regione in cui si lavora. 

Esistono anche opportunità ambulatoriali private, svolgendo visite di controllo in pazienti anziani affetti ad esempio da demenza, oppure in strutture multidisciplinari con neurologi, fisiatri e medici di medicina generale.

Le migliori scuole di specializzazione in Geriatria in Italia

Se dovessi elencare le migliori scuole di specializzazione in Geriatria, non sarebbe possibile fare una vera classifica, perché dipenderebbe troppo da cosa si cerca durante la specializzazione. 

Un aspetto da considerare è la rete formativa, che dovrebbe permetterti di frequentare sia l’ambiente ospedaliero che territoriale, per formarti e darti più opportunità lavorative e competenze per il futuro. 

Tra le sedi più ambite al test SSM 2025 ci sono state Brescia, Bologna, Torino, Firenze, Napoli, Roma, Milano, Perugia e Padova, soprattutto per la presenza di grandi reti ospedaliere e territoriali. Questo non significa che le altre scuole non possano offrire una buona formazione geriatrica.

Com'è la vita durante la specializzazione in Geriatria

Ora che abbiamo visto tutte le caratteristiche della scuola, potresti chiederti com’è la giornata tipo di uno specializzando in geriatria. Come per le diverse sedi, la giornata è variabile a seconda del turno in cui si presta servizio.

In reparto si seguono generalmente orari simili a quelli delle altre cliniche, dovendo dedicare tempo al giro visite dei pazienti, la pianificazione delle dimissioni, la gestione della riabilitazione con i fisiatri e fisioterapisti e al colloquio con i familiari. Trattandosi di un reparto, dovrai anche partecipare alle guardie durante i turni festivi, le notti o i fine settimana, ma i ritmi saranno generalmente più sostenibili che in altre specializzazioni. 

Sul territorio invece sarà più facile avere orari più gestibili rispetto ad altre branche mediche o chirurgiche, svolgendo turni ambulatoriali che generalmente non comprendono il fine settimana. 

Nel complesso, geriatria potrebbe essere un buon compromesso tra una specializzazione con alta complessità clinica, ma allo stesso tempo una buon equilibrio vita-lavoro. 

È difficile entrare in Geriatria?

In generale, entrare a Geriatria è difficile soprattutto nelle sedi più ambite o rispetto ad altre specialità meno competitive e che chiudono con più posti vacanti. Lo scorso anno ad esempio la copertura nazionale dei posti è stata dell’83%, ma varia anche a seconda della sede e della città. Alcune sedi potrebbero avere punteggi minimi elevati (es. Brescia), mentre in altre sarebbero più fattibili. Anche qui non conviene basarsi solo sul punteggio minimo, ma conviene sentire pareri da colleghi più grandi delle varie scuole. In generale, il fatto che negli anni i posti siano progressivamente aumentati rende geriatria comunque accessibile per molti candidati al test SSM.

Come prepararsi al test SSM per entrare in Geriatria

Per prepararsi al test SSM non serve solo studiare la teoria fino allo sfinimento, ma soprattutto studiare in modo strategico. Dopo aver scelto la scuola (nel nostro esempio geriatria), la prima cosa utile è avere un’idea delle possibili sedi in cui saresti disposto a trasferirti e quali siano stati i punteggi minimi per entrare. In questo modo riusciresti a impegnarti con un obiettivo coerente con quello che vorresti fare in futuro.

La parte più importante, man mano che ci si avvicina al test, è comunque quella di fare tanti quiz e simulazioni commentate. Come in tutte le prove di questo tipo, è necessario gestire il tempo e diventare efficienti nel ragionare in breve tempo su ogni quesito del concorso SSM. 

Per abituarsi alla struttura della prova, organizzare il programma con materiale didattico e con un simulatore, molti studenti scelgono di affidarsi a corsi in preparazione al test SSM. Per questo motivo, Peer4Med offre una serie di risorse di supporto per acquisire il giusto metodo in vista della prova.

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FAQ sulla specializzazione in Geriatria

  • Quanto dura la specializzazione in Geriatria?

La specializzazione in Geriatria dura 4 anni e comprende attività ospedaliere, territoriali, ambulatoriali e in RSA. La formazione è orientata alla gestione multidimensionale del paziente anziano fragile.

  • Quanti posti ci sono per Geriatria al test SSM?

I posti disponibili per Geriatria al test SSM sono generalmente in aumento negli ultimi anni rispetto ad altre specialità cliniche (370 nel 2025). Il numero varia ogni anno, ma il fabbisogno di geriatri nel SSN resta sempre molto elevato.

  • Quanto guadagna un geriatra?

Il guadagno dipende dal contesto lavorativo: ospedale, ambulatorio sul territorio, RSA o libera professione In generale, la geriatria offre buone possibilità sia nel pubblico che nelle strutture private.

  • È difficile entrare in Geriatria?

Entrare a Geriatria è generalmente fattibile, anche se alcune sedi possono essere più richieste di altre. Il punteggio minimo cambia ogni anno a seconda delle sedi preferite dai candidati e del numero di contratti messi a disposizione.

  • Geriatria conviene?

Se ami la complessità e la valutazione multidimensionale dei pazienti anziani, geriatria può fare al caso tuo ed essere un’ottima prospettiva futura, considerando l’andamento della popolazione in Italia.

  • Che lavoro fa un geriatra dopo la specializzazione?

Dopo la specializzazione, il geriatra può lavorare in ospedale, nelle RSA, nelle strutture riabilitative, negli ambulatori territoriali, oppure come medico responsabile dell’assistenza domiciliare integrata.