Specializzazione in Cardiochirurgia: durata, posti SSM, stipendio e migliori università

3 giugno 2026

10 minuti di lettura

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Indice dell'articolo

Cos'è la Cardiochirurgia e cosa fa il cardiochirurgo

Principali interventi trattati

Differenza tra cardiologo e cardiochirurgo

Perché scegliere Cardiochirurgia (pro e contro)

Quanto dura la specializzazione in Cardiochirurgia

Attività clinica e chirurgica durante la scuola

Competenze acquisite durante la specializzazione

Quanti posti ci sono per Cardiochirurgia al test SSM

Punteggio minimo per entrare in Cardiochirurgia

Cardiochirurgia è difficile?

Quanto guadagna uno specializzando in Cardiochirurgia

Quanto guadagna un cardiochirurgo

Le migliori scuole di specializzazione in Cardiochirurgia in Italia

Specializzazione in Cardiochirurgia a Milano

Specializzazione in Cardiochirurgia a Roma

Specializzazione in Cardiochirurgia a Bologna

Specializzazione in Cardiochirurgia a Torino

Specializzazione in Cardiochirurgia a Napoli

Com'è la vita durante la specializzazione in Cardiochirurgia

È difficile entrare in Cardiochirurgia?

Come prepararsi al test SSM per entrare in Cardiochirurgia

FAQ sulla specializzazione in Cardiochirurgia

Cos'è la Cardiochirurgia e cosa fa il cardiochirurgo

La cardiochirurgia è la specialità medica che si occupa del trattamento chirurgico delle patologie del cuore e dei grandi vasi sanguigni. In altre parole, quando ci si chiede cosa studia la cardiochirurgia, ci si riferisce all’insieme di tecniche, conoscenze e procedure utilizzate per intervenire chirurgicamente su strutture cardiache compromesse da malattie congenite o acquisite.

Il cardiochirurgo è il medico specialista che esegue questi interventi complessi. Il suo lavoro consiste nel correggere o riparare alterazioni del cuore e della circolazione attraverso procedure ad alta specializzazione. Si tratta di una figura altamente qualificata, che opera in sala operatoria utilizzando tecniche chirurgiche avanzate e tecnologie sofisticate.

L’attività del cardiochirurgo non si limita all’intervento chirurgico. Questo specialista lavora infatti in stretta collaborazione con cardiologi, anestesisti e altri professionisti sanitari per valutare il paziente, pianificare l’operazione e gestire il percorso clinico prima e dopo l’intervento. Per svolgere questa professione è necessario, dopo la laurea in Medicina e Chirurgia, accedere alla specializzazione in Cardiochirurgia, un percorso formativo che permette di acquisire competenze chirurgiche, cliniche e tecnologiche specifiche per la cura delle malattie cardiovascolari.

Principali interventi trattati

Tra i principali interventi della cardiochirurgia rientra il bypass coronarico, una procedura utilizzata per ripristinare il flusso di sangue al muscolo cardiaco quando le arterie coronarie risultano ristrette o occluse. L’operazione consiste nel creare un nuovo percorso per il sangue utilizzando vasi sanguigni prelevati da altre parti del corpo, in modo da aggirare il tratto arterioso danneggiato e migliorare la perfusione del cuore.

Un altro gruppo di interventi molto frequenti riguarda le valvole cardiache, che possono essere riparate o sostituite quando non funzionano correttamente, come nel caso di stenosi o insufficienza valvolare. Queste procedure consentono di ristabilire il corretto flusso del sangue all’interno del cuore e prevenire complicanze cardiovascolari più gravi.

Molti di questi interventi vengono eseguiti tramite chirurgia a cuore aperto, una tecnica che prevede l’accesso diretto al cuore attraverso l’apertura del torace e, spesso, l’utilizzo della circolazione extracorporea per mantenere la perfusione durante l’operazione. Accanto alla chirurgia programmata, la cardiochirurgia comprende anche procedure d’urgenza, ad esempio in caso di dissezioni aortiche, complicanze dell’infarto o gravi malfunzionamenti valvolari. In tutti i casi si tratta di interventi ad alta complessità, che richiedono grande precisione tecnica, tecnologie avanzate e un’équipe chirurgica altamente specializzata.

Gli interventi più comunemente svolti dal cardiochirurgo sono quindi:

  1. Bypass aorto-coronarico (CABG): creazione di un ponte vascolare per aggirare arterie coronarie ostruite.
  2. Sostituzione della valvola aortica: impianto di una valvola protesica quando la valvola naturale è stenotica o insufficiente.
  3. Riparazione o sostituzione della valvola mitrale: correzione chirurgica di prolasso o insufficienza mitralica.
  4. Chirurgia dell’aorta ascendente e dell’arco aortico: trattamento di aneurismi o dissezioni dell’aorta toracica.
  5. Chiusura di difetti cardiaci congeniti: correzione di anomalie come difetti del setto interatriale o interventricolare.
  6. Trapianto di cuore: sostituzione del cuore malato con quello di un donatore.
  7. Impianto di dispositivi di assistenza ventricolare (VAD): supporto meccanico alla funzione di pompa del cuore.
  8. Chirurgia della fibrillazione atriale (procedura di Maze): intervento per ripristinare un ritmo cardiaco regolare.

Perché scegliere Cardiochirurgia (pro e contro)

Molti studenti di medicina si chiedono se la cardiochirurgia conviene e quali siano i vantaggi e le difficoltà di questa specializzazione. Tra gli aspetti positivi più citati nelle opinioni di medici e specializzandi in cardiochirurgia vi è innanzitutto il grande prestigio della disciplina, considerata una delle aree più avanzate e tecnologicamente complesse della chirurgia. La cardiochirurgia offre inoltre un elevato livello di specializzazione tecnica, che permette di sviluppare competenze molto specifiche nel trattamento delle patologie cardiache. Dal punto di vista professionale, può offrire anche importanti opportunità di carriera, sia in ambito ospedaliero sia accademico, soprattutto nei centri ad alta specializzazione. Tra le opportunità del cardiochirurgo, soprattutto se ben affermato nel proprio campo, c’è quella di svolgere parte dell’attività ospedaliera in libera professione, sempre attraente per chi sceglie in cosa specializzarsi.

Accanto ai vantaggi, esistono però anche alcune criticità. La cardiochirurgia è una disciplina caratterizzata da un carico di lavoro molto elevato, con interventi lunghi e complessi e una formazione pratica particolarmente impegnativa durante gli anni di specializzazione. I cardiochirurghi devono inoltre affrontare turni spesso gravosi, che includono reperibilità e gestione di urgenze chirurgiche. A questo si aggiunge un livello di responsabilità molto alto, poiché gli interventi riguardano il cuore e altre strutture vitali. Per questo motivo, scegliere questa specialità richiede grande motivazione, resistenza allo stress e una forte dedizione alla pratica chirurgica.

Pro della cardiochirurgia:

  • Prestigio della specialità
  • Alta specializzazione
  • Opportunità di carriera
  • Possibilità di attività libero-professionale

Contro della cardiochirurgia:

  • Carico di lavoro molto elevato 
  • Turni, reperibilità e gestione frequente di urgenze chirurgiche
  • Elevata responsabilità clinica su pazienti critici

Quanto dura la specializzazione in Cardiochirurgia

La durata della specializzazione in Cardiochirurgia in Italia è di cinque anni e prevede un percorso formativo altamente strutturato, finalizzato a sviluppare competenze chirurgiche avanzate e gestione clinica dei pazienti con patologie cardiovascolari complesse. 

Durante questi anni, lo specializzando alterna attività in sala operatoria, dove acquisisce esperienza pratica eseguendo interventi sotto supervisione, a turni in reparto, occupandosi del monitoraggio e della gestione pre- e post-operatoria dei pazienti. La formazione comprende inoltre rotazioni in diversi settori della cardiochirurgia, dall’interventistica sulle valvole cardiache e sulle coronarie fino alla chirurgia d’urgenza e dei grandi vasi. 

L’intero percorso è caratterizzato da una forte componente chirurgica, essenziale per preparare lo specialista a operare in autonomia su casi ad alta complessità, sviluppando precisione tecnica, capacità decisionale e competenze multidisciplinari in collaborazione con cardiologi, anestesisti e altri professionisti sanitari.

Attività clinica e chirurgica durante la scuola

Durante gli anni della specializzazione, lo specializzando è coinvolto in modo attivo sia nelle attività cliniche sia in quelle chirurgiche fin dai primi anni del percorso formativo. La formazione prevede una frequenza obbligatoria nelle sale operatorie, dove il medico in formazione partecipa come primo o secondo operatore a interventi di chirurgia cardiaca, toraco‑vascolare e generale, acquisendo competenze tecniche sotto la supervisione di cardiochirurghi senior. Queste attività comprendono l’utilizzo dello strumentario chirurgico, l’apprendimento delle tecniche operatorie, la gestione delle complicanze, e l’organizzazione del blocco chirurgico. La scuola di specialità richiede inoltre la frequenza dei reparti per la gestione dei pazienti pre e post intervento, inclusa la terapia intensiva e l’assistenza durante il decorso post‑operatorio, al fine di sviluppare competenze nella valutazione clinica e nella gestione complessiva del caso. È prevista anche l’attività in reparti di chirurgia generale o d’urgenza come parte dell’addestramento multidisciplinare, con rotazioni programmate durante i cinque anni.

Nei primi due anni la formazione è basata sul tronco comune delle chirurgie cardio-toraco-vascolari, con l’obiettivo di sviluppare competenze chirurgiche di base e multidisciplinari. Sono previste rotazioni in Chirurgia Generale, Toracica, Vascolare e Anestesia, utili per acquisire manualità e approccio clinico.

Il percorso parte dalle materie fondamentali come anatomia e fisiopatologia, per poi concentrarsi sulla gestione del paziente complesso e sulla circolazione extracorporea (CEC). Negli ultimi anni l’attività si focalizza su interventi cardiochirurgici avanzati, inclusi chirurgia valvolare, aortica, congenita e mini-invasiva.

Lo specializzando deve acquisire competenze nella diagnostica avanzata (ecocardiografia, coronarografia) e nella gestione chirurgica di coronarie, valvole e grandi vasi. Sono incluse anche competenze in trapianto cardiaco, assistenza meccanica (VAD) e aspetti organizzativi ed etici.

La maggior parte della formazione è pratica e prevede attività documentate in sala operatoria. È richiesto il raggiungimento di una casistica minima di interventi come primo operatore, affiancata dall’uso crescente di simulatori e modelli 3D.

La ricerca è parte integrante del percorso. È possibile svolgere periodi formativi all’estero in centri di eccellenza, fino a 18 mesi, per ampliare l’esperienza clinica e chirurgica.

Competenze acquisite durante la specializzazione

Durante la scuola di specializzazione in cardiochirurgia in Italia, lo specializzando sviluppa un ampio insieme di competenze tecnico‑chirurgiche e cliniche che lo preparano a operare in autonomia su casi complessi. In particolare, acquisisce solide competenze chirurgiche nella gestione delle patologie cardiovascolari, incluse le tecniche di chirurgia convenzionale, mini‑invasiva e con circolazione extracorporea, nonché la capacità di utilizzare tecnologie avanzate e sistemi meccanici ausiliari nel trattamento dei pazienti cardiaci.

La formazione prevede anche l’addestramento alla gestione del paziente critico, con esperienza pratica nella valutazione clinica preoperatoria, nell’assistenza intensiva postoperatoria e nel monitoraggio delle complicanze, così da saper intervenire in modo efficace anche nelle situazioni più delicate.

Un’altra competenza fondamentale è il decision making rapido, sviluppato attraverso la partecipazione a situazioni cliniche complesse e d’urgenza e l’esercizio nella definizione di indicazioni chirurgiche basate sulla valutazione del rischio e dei benefici per il paziente.

Infine, la scuola enfatizza il lavoro con altri professionisti sanitari, formandoli al lavoro in team multidisciplinari in cui cardiochirurghi, cardiologi, anestesisti e personale di sala operatoria collaborano per pianificare e realizzare percorsi di cura sicuri e efficaci per il paziente.

Quanti posti ci sono per Cardiochirurgia al test SSM

Il numero di posti di cardiochirurgia al concorso SSM varia ogni anno in base alla programmazione nazionale dei contratti di specializzazione, e generalmente è piuttosto limitato rispetto ad altre discipline mediche.  Il decreto MUR che definisce i posti viene solitamente pubblicato tra la primavera e l'estate dello stesso anno del concorso, spesso a breve distanza dalla prova. Nel concorso SSM 2025, per esempio, sono stati previsti 120 posti totali per la Scuola di Specializzazione in Cardiochirurgia finanziati con fondi statali, un numero superiore rispetto all’anno precedente (in cui erano 98) ma comunque ridotto rispetto a molte altre scuole di specializzazione. Oltre ai contratti statali, sono disponibili anche contratti con fondi regionali o di altri enti, seppure in numero molto basso (nell’ordine di poche unità), che contribuiscono solo in minima parte al totale.

Questa disponibilità relativamente bassa rende la cardiochirurgia una delle specialità più competitive al concorso SSM: il numero ridotto di posti a disposizione rispetto all’elevato numero di candidati aumenta il livello di selettività e richiede punteggi molto alti per l’accesso alle sedi più ambite.

Punteggio minimo per entrare in Cardiochirurgia

Il punteggio minimo al test SSM per la cardiochirurgia, come per le altre discipline, varia ogni anno, e non esiste una soglia fissa: dipende infatti dal numero di candidati, dalla difficoltà del test e dai posti disponibili per ciascuna scuola e sede. Tuttavia, dai dati delle ultime graduatorie si nota che i punteggi richiesti per accedere alle diverse scuole di specializzazione in Cardiochirurgia possono essere generalmente piuttosto alti rispetto ad altre discipline, principalmente nelle sedi più ambite.

Dai dati delle assegnazioni più recenti risulta che, per il concorso SSM 2025, i punteggi minimi per ottenere una borsa in Cardiochirurgia alle diverse sedi italiane sono risultati generalmente elevati, con valori che in alcune università hanno superato i 90 punti su 147 totali, mentre in altre sedi sono stati più bassi, riflettendo differenze nella competitività locale e nei posti offerti. Ad esempio, nel 2025 il punteggio minimo per ottenere un posto a Bologna è stato tra i più elevati, con circa 95,25 punti, mentre sedi come Foggia hanno registrato punteggi minimi più bassi, attorno ai 63,50 punti per la stessa specialità.

Cardiochirurgia è difficile?

Molti studenti si chiedono se la cardiochirurgia è difficile, e spesso vogliono capire non solo il livello di impegno richiesto, ma anche cosa significhi lavorare concretamente in questa specialità. La difficoltà della cardiochirurgia deriva sicuramente dall’alta complessità tecnica degli interventi, ma ci sono altri aspetti da considerare. Il carico fisico e mentale di questa scuola di specializzazione è generalmente considerato elevato rispetto a molte altre specialità mediche, principalmente per tre fattori: durata degli interventi, gestione delle urgenze e responsabilità clinica.

  1. Interventi chirurgici lunghi e impegnativi: gli interventi cardiochirurgici possono durare 4–8 ore o più, soprattutto nei casi complessi come chirurgia dell’aorta o reinterventi. Durante queste procedure allo specializzando è richiesto un alto livello di concentrazione e precisione tecnica.
  2. Turni e reperibilità: come in altre specialità chirurgiche ospedaliere, gli specializzandi partecipano a guardie e reperibilità, soprattutto nei centri con attività cardiochirurgica ad alto volume. Questo significa poter essere chiamati per urgenze notturne.
  3. Gestione di pazienti critici: una parte importante del lavoro riguarda la terapia intensiva post-cardiochirurgica, dove i pazienti sono spesso instabili e richiedono monitoraggio continuo. Lo specializzando deve imparare a riconoscere rapidamente complicanze come sanguinamenti, aritmie o insufficienza cardiaca acuta.
  4. Pressione decisionale e responsabilità: anche se le decisioni finali spettano ai chirurghi strutturati, gli specializzandi partecipano alla valutazione dei casi e alla gestione delle emergenze. Questo richiede rapidità nel decision making, capacità di lavorare sotto pressione e coordinamento con anestesisti, cardiologi e rianimatori.

Quanto guadagna uno specializzando in Cardiochirurgia

Lo stipendio dello specializzando in cardiochirurgia in Italia non dipende dalla specialità scelta, ma è stabilito da un contratto nazionale unico per tutti i medici in formazione specialistica. Questo significa che uno specializzando in Cardiochirurgia percepisce la stessa borsa di studio di chi frequenta altre scuole di specializzazione mediche o chirurgiche. In media, l’importo netto mensile è di 1652,29 euro nei primi due anni, mentre dal terzo anno aumenta leggermente, arrivando a 1718,35 euro al mese, grazie alla crescita della quota variabile prevista dal contratto di formazione specialistica.

La retribuzione deriva infatti da una parte fissa uguale per tutta la durata della scuola e da una parte variabile che aumenta negli anni successivi, riconoscendo il progressivo aumento di responsabilità e autonomia clinica dello specializzando.

Quanto guadagna un cardiochirurgo

Lo stipendio del cardiochirurgo in Italia può variare molto in base all’esperienza, al tipo di struttura in cui lavora e alla posizione ricoperta nella carriera ospedaliera. Nel Servizio Sanitario Nazionale, i cardiochirurghi percepiscono uno stipendio che cresce con gli anni di servizio: nei primi anni può essere intorno ai 4.000–4.500 euro lordi mensili, mentre con maggiore anzianità e incarichi di responsabilità può superare i 6.000 euro lordi al mese, con compensi ancora più alti per ruoli come quello di primario.

Accanto al lavoro nel pubblico esistono anche opportunità nel settore privato o in libera professione, che possono aumentare significativamente i guadagni attraverso visite specialistiche, attività intramoenia o collaborazione con cliniche private. In generale, le stime indicano che un cardiochirurgo in Italia può guadagnare oltre 100.000 euro lordi all’anno in media, con possibilità di superare queste cifre nelle fasi più avanzate della carriera o con attività privata consolidata.

In linea generale, la cardiochirurgia è considerata una delle specialità mediche con retribuzioni più alte rispetto alla media.

Le migliori scuole di specializzazione in Cardiochirurgia in Italia

Le scuole di specializzazione in cardiochirurgia in Italia sono distribuite in diversi atenei e policlinici universitari. Si trovano programmi attivi, ad esempio, presso università come Bologna, Napoli, Roma (Università Cattolica), Milano, Pavia, Parma, Bari, tutte con scuole accreditate della durata di cinque anni e integrate con ospedali universitari dove si svolge l’attività clinica e chirurgica.

Le differenze tra le sedi riguardano soprattutto la rete formativa ospedaliera, il volume di interventi e l’organizzazione della scuola. Alcuni centri cardiochirurgici universitari, ad esempio, eseguono centinaia o migliaia di procedure ogni anno, offrendo agli specializzandi un’ampia esposizione a interventi complessi e tecniche avanzate come chirurgia mini-invasiva o trapianto cardiaco.

Per uno studente interessato alla specialità, questo significa che la scelta della sede può influenzare molto la qualità della formazione chirurgica: scuole collegate a grandi policlinici o a centri cardiochirurgici ad alto volume tendono a offrire più opportunità di partecipare agli interventi, seguire casi complessi e sviluppare competenze tecniche già durante la specializzazione.

Tra le scuole più ambite per la cardiochirurgia ci sono: Bologna, Napoli (Vanvitelli e Federico II), Roma (Università Cattolica e Campus Biomedico), Parma, Pavia, Milano (S. Raffaele).

Specializzazione in Cardiochirurgia a Milano

La scuola di specializzazione in cardiochirurgia dell’Università Vita-Salute San Raffaele si svolge principalmente presso l’Ospedale San Raffaele, uno degli IRCCS più rilevanti in Italia per la chirurgia cardiovascolare complessa. Altri centri associati al polo universitario sono l’IRCCS Policlinico San Donato e l’IRCCS Ospedale Galeazzi S. Ambrogio. Dal punto di vista formativo, il San Raffaele è spesso descritto come una scuola molto “operativa”, in cui la crescita tecnica avviene attraverso l’intensità dell’attività in sala operatoria e la continuità di esposizione ai casi. Una caratteristica importante del San Raffaele è la forte integrazione tra chirurgia, ricerca e simulazione

La scuola di specializzazione in chirurgia toracica di Humanitas è integrata con l’Humanitas Research Hospital di Rozzano, un centro di riferimento internazionale noto per l’approccio multidisciplinare e altamente organizzato. Il percorso formativo è impostato in modo più strutturato e accademico rispetto ad altri contesti. Si presuppone di formare lo specializzando in materia di malattie dell’apparato respiratorio, del cuore e dei grossi vasi, dell’esofago, del mediastino e della parete toracica, di interesse chirurgico. Un elemento distintivo è la presenza di una forte componente di ricerca e di attività scientifica, che si integra con la pratica clinica. Questo rende il percorso particolarmente adatto a chi è interessato non solo alla pratica chirurgica, ma anche all’ambito accademico e alla produzione scientifica.

La scuola di specializzazione in Cardiochirurgia dell’Università Statale di Milano offre una formazione molto completa che unisce studio teorico e attività pratica in diversi centri cardiochirurgici della rete milanese. Il percorso prevede numerose rotazioni cliniche, anche in cardiochirurgia pediatrica, nei centri di trapianto cardiaco e nelle tecniche mini-invasive o transcatetere. La formazione si svolge in diversi ospedali di riferimento dell’area milanese, tra cui il Galeazzi Sant’Ambrogio, il Policlinico di Milano, il Centro Cardiologico Monzino e il San Donato, permettendo di entrare in contatto con realtà cliniche molto diverse e con un ampio volume di casi. Parallelamente viene incoraggiata anche l’attività scientifica, con partecipazione a congressi, pubblicazioni e possibili periodi di formazione in altri centri italiani o internazionali.

Specializzazione in Cardiochirurgia a Roma

A Roma tra le principali scuole di specializzazione in cardiochirurgia si trovano quelle dell’Università di Roma Tor Vergata, dell’Università Campus Bio-Medico e dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (Policlinico Gemelli).

La scuola di specializzazione in cardiochirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore ha sede presso il Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, uno dei principali centri cardiochirurgici italiani. Il corso dura cinque anni ed è diretto dal prof. Massimo Massetti. La rete formativa comprende, oltre al Gemelli, anche centri collegati come la Fondazione Poliambulanza di Brescia e la Fondazione Giovanni Paolo II di Campobasso, offrendo quindi esperienze cliniche in diverse realtà cardiochirurgiche.

Specializzazione in Cardiochirurgia a Bologna

A Bologna la principale scuola di specializzazione in Cardiochirurgia è quella dell’Università di Bologna (Alma Mater Studiorum), una delle più storiche e consolidate in Italia. La formazione si svolge principalmente presso il Policlinico Sant’Orsola-Malpighi, uno dei maggiori centri cardiochirurgici del Paese. 

La scuola di specializzazione in cardiochirurgia dell’Università di Bologna ha una lunga tradizione: è stata fondata nel 1974 ed è tra le più antiche scuole italiane della disciplina. Il corso ha una durata di cinque anni ed è diretto dal prof. Davide Pacini. L’attività clinica è affiancata da un’intensa attività scientifica e di ricerca, con partecipazione a congressi internazionali e sviluppo di nuove tecniche chirurgiche, in particolare nel campo della chirurgia aortica e delle procedure mini-invasive.

Specializzazione in Cardiochirurgia a Torino

A Torino la principale scuola di specializzazione in Cardiochirurgia è quella dell’Università degli Studi di Torino, inserita nel Dipartimento di Scienze Chirurgiche. Si tratta dell’unica scuola della disciplina attiva in città ed è collegata ai principali ospedali universitari torinesi, dove si svolge la formazione clinica e chirurgica degli specializzandi.

La formazione clinica si svolge soprattutto nei grandi ospedali universitari torinesi, in particolare nelle strutture cardiochirurgiche della Città della Salute e della Scienza di Torino (come l’ospedale Molinette), che rappresentano centri di riferimento regionali per la chirurgia cardiovascolare. Qui vengono trattati sia interventi programmati sia emergenze cardiochirurgiche e vengono utilizzate tecniche avanzate come la circolazione extracorporea e i sistemi di assistenza meccanica cardiaca.

Specializzazione in Cardiochirurgia a Napoli

A Napoli la principale scuola di specializzazione in Cardiochirurgia è quella dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, alla quale si affianca, per attività cardiochirurgica di rilievo formativo, anche l’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”. Entrambe fanno parte del sistema formativo campano e si appoggiano a grandi centri ospedalieri ad alta complessità.

La scuola di specializzazione in Cardiochirurgia della “Federico II” è una delle più strutturate del Sud Italia e ha una durata di cinque anni. La formazione si svolge principalmente presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II.

La scuola di specializzazione in Cardiochirurgia dell’Università “Luigi Vanvitelli” ha sede clinica principalmente presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria “Luigi Vanvitelli” e centri collegati della rete campana.

Com'è la vita durante la specializzazione in Cardiochirurgia

L’esperienza dello specializzando in cardiochirurgia è caratterizzata da un carico formativo e clinico molto elevato, tipico delle discipline chirurgiche ad alta complessità. La giornata dello specializzando in cardiochirurgia ruota tra reparto, sala operatoria, terapia intensiva e attività di guardia, con una forte esposizione a pazienti critici. I turni e le reperibilità sono frequenti, poiché molte condizioni cardiovascolari richiedono interventi urgenti e continui follow-up post-operatori. Questo ritmo intenso rappresenta una parte strutturale del percorso formativo e contribuisce a sviluppare progressivamente autonomia decisionale e capacità tecnica.

L’attività in sala operatoria è centrale: lo specializzando osserva inizialmente le procedure e, con il progredire degli anni, partecipa attivamente agli interventi, sotto supervisione. L’esposizione a chirurgie complesse (valvolari, coronariche e su grandi vasi) permette una crescita progressiva e costante. La curva di apprendimento è ripida, ma è proprio questa intensità clinica a definire la formazione in cardiochirurgia, in cui la progressiva responsabilizzazione rappresenta un elemento chiave del percorso.

È difficile entrare in Cardiochirurgia?

Entrare in cardiochirurgia tramite il concorso nazionale di accesso alle scuole di specializzazione mediche (SSM) è generalmente considerato impegnativo. La competitività della cardiochirurgia al concorso SSM è elevata perché i posti disponibili sono limitati rispetto al numero di candidati, e la disciplina è tra le più richieste per la sua complessità e il prestigio chirurgico. Questo si traduce spesso nella necessità di ottenere punteggi molto alti per accedere alle sedi preferite o ai centri più ambiti.

Come prepararsi al test SSM per entrare in Cardiochirurgia

La preparazione al test SSM richiede un approccio strutturato, basato su studio sistematico e allenamento costante con quiz e simulazioni. I nostri corsi di preparazione al test SSM possono essere utili per organizzare il programma, coprire in modo completo le aree richieste e migliorare la velocità di ragionamento. La gestione del tempo è un elemento cruciale, perché il test premia non solo la conoscenza, ma anche la capacità di rispondere rapidamente a quesiti complessi.

Una strategia efficace include simulazioni ripetute per familiarizzare con la struttura dell’esame e identificare punti deboli. In questo contesto, strumenti come i corsi di Peer4Med, le simulazioni gratuite e i materiali di studio dedicati permettono di costruire una preparazione progressiva e orientata al risultato, aumentando l’efficacia dello studio e la confidenza nella prova finale.

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FAQ sulla specializzazione in Cardiochirurgia

  • Quanto dura la specializzazione in Cardiochirurgia? La specializzazione in cardiochirurgia in Italia dura 5 anni.
  • Quanti posti ci sono per Cardiochirurgia al test SSM? Nel concorso SSM 2025 sono stati previsti 120 posti totali per la Scuola di Specializzazione in Cardiochirurgia finanziati con fondi statali (superiore rispetto all’anno precedente, in cui erano 98)
  • Quanto guadagna un cardiochirurgo? Lo stipendio di un cardiochirurgo varia molto tra settore pubblico e privato, ma tende ad aumentare significativamente con esperienza e anzianità di carriera. Nei primi anni può essere intorno ai 4.000–4.500 euro lordi mensili, mentre con maggiore anzianità e incarichi di responsabilità può superare i 6.000 euro lordi al mese.
  • Quali sono le università per Cardiochirurgia in Italia? In Italia la specializzazione in Cardiochirurgia è attivata in diverse università pubbliche e private. Tra queste ci sono: Università Vita-Salute San Raffaele, Humanitas e Università Statale di Milano, l’Universita di Torino, le università Federico II e Luigi Vanvitelli di Napoli, l’Alma Mater Studiorum di Bologna…
  • È difficile entrare in Cardiochirurgia? Sì, entrare in cardiochirurgia è considerato difficile a causa dell’elevata competitività e del numero limitato di posti disponibili al concorso SSM, soprattutto nei centri ospedalieri più ambiti.
  • Cardiochirurgia è una buona scelta? La cardiochirurgia può essere una buona scelta per chi è fortemente motivato alla chirurgia complessa e alla gestione di pazienti critici.
  • Che lavoro fa un cardiochirurgo dopo la specializzazione? Dopo la specializzazione il cardiochirurgo opera in ospedali o centri di riferimento eseguendo interventi sul cuore e sui grandi vasi e gestendo pazienti in fase pre e post-operatoria.