🚀 PREZZI AGEVOLATI fino al 29 giugno alle 23:59 ⚠️ Ultimi posti disponibili per i nostri corsi intensivi SSM 2026 ⚠️
📌 29/06 h. 20:00 Partecipa al nostro evento online "Quanti punti ti servono per entrare dove vuoi?"
24 giugno 2026
10 minuti di lettura

Cos'è l'Audiologia e Foniatria e cosa fa lo specialista
Principali disturbi trattati
Differenza tra foniatra, otorinolaringoiatra e logopedista
Perché scegliere Audiologia e Foniatria (pro e contro)
Quanto dura la specializzazione in Audiologia e Foniatria
Attività clinica durante la scuola
Competenze acquisite durante la specializzazione
Quanti posti ci sono per Audiologia e Foniatria al test SSM
Punteggio minimo per entrare in Audiologia e Foniatria
Audiologia e Foniatria è difficile?
Quanto guadagna uno specializzando in Audiologia e Foniatria
Quanto guadagna un audiologo o foniatra
Le migliori scuole di specializzazione in Audiologia e Foniatria in Italia
Specializzazione in Audiologia e Foniatria a Milano
Specializzazione in Audiologia e Foniatria a Roma
Specializzazione in Audiologia e Foniatria a Padova
Specializzazione in Audiologia e Foniatria a Napoli
Specializzazione in Audiologia e Foniatra a Bologna
Com'è la vita durante la specializzazione in Audiologia e Foniatria
È difficile entrare in Audiologia e Foniatria?
Come prepararsi al test SSM per entrare in Audiologia e Foniatria
FAQ sulla specializzazione in Audiologia e Foniatra
L’Audiologia e Foniatria è la specialità medica che studia la prevenzione, diagnosi e trattamento dei disturbi dell’udito, dell’equilibrio, della voce, del linguaggio, della comunicazione e della deglutizione. Lo specialista valuta problematiche come ipoacusia, acufeni, vertigini, disfonia, disturbi del linguaggio e disfagia, lavorando spesso in collaborazione con altri professionisti sanitari.
L’Audiologia e Foniatria è una branca della medicina estremamente trasversale, perché si colloca al confine tra clinica, riabilitazione e lavoro multidisciplinare. La specialità unisce infatti due grandi aree di competenza: quella audiologica, dedicata all’udito e all’equilibrio, e quella foniatrica, focalizzata su voce, linguaggio, comunicazione e deglutizione.
L’area audiologica si occupa delle patologie dell’orecchio e delle funzioni uditive e vestibolari. Rientrano in questo ambito la sordità congenita o acquisita, gli acufeni, i disturbi dell’equilibrio e le vertigini, oltre alla valutazione protesica con apparecchi acustici e impianti cocleari. L’obiettivo non è solo diagnosticare il problema, ma anche individuare il percorso terapeutico e riabilitativo più adatto alla persona.
L’area foniatrica, invece, riguarda i disturbi della voce, del linguaggio, della comunicazione e della deglutizione, sia nell’adulto sia nel bambino. Il foniatra si occupa, ad esempio, di disfonie, balbuzie, ritardi del linguaggio, disturbi della comunicazione, disfagia e problematiche legate alla voce professionale.
Chi si chiede cosa fa il foniatra deve sapere che non si limita alla diagnosi “d’organo”, ma svolge soprattutto una valutazione funzionale del paziente, prendendo in carico gli aspetti comunicativi, relazionali e riabilitativi del disturbo. Per questo motivo, il lavoro avviene spesso in équipe con otorinolaringoiatri, logopedisti, audiometristi, neurologi e neuropsichiatri infantili.
Si tratta di una specialità rivolta a tutte le età, dall’età pediatrica all’anziano. Per diventare audiologo o foniatra è necessario completare la scuola di specializzazione in Audiologia e Foniatria.
L’audiologo e il foniatra condividono lo stesso percorso di specializzazione ma si occupano di aree cliniche differenti e complementari. L’audiologo è specializzato nei disturbi dell’udito e dell’equilibrio, mentre il foniatra si concentra sui disturbi della voce, del linguaggio, della comunicazione e della deglutizione. In entrambi i casi, la diagnosi precoce e la presa in carico multidisciplinare sono fondamentali per migliorare la prognosi e la qualità di vita del paziente.
L’area audiologica si occupa della diagnosi e del trattamento delle patologie che interessano l’udito e il sistema vestibolare. Tra i principali quadri clinici rientrano le ipoacusie, che possono essere:
Le ipoacusie possono comparire sia in età infantile sia nell’adulto. La sordità congenita, se identificata precocemente, consente di avviare rapidamente percorsi riabilitativi fondamentali per lo sviluppo del linguaggio e della comunicazione.
L’audiologo si occupa inoltre di:
La foniatria si occupa dei disturbi della comunicazione e delle funzioni correlate alla voce e alla deglutizione, sia in età evolutiva sia nell’adulto.
Tra le principali condizioni trattate dal foniatra vi sono:
Anche in questo ambito la diagnosi precoce è essenziale. Nei bambini, riconoscere tempestivamente un disturbo del linguaggio o un ritardo comunicativo permette di intervenire in una fase cruciale dello sviluppo. Negli adulti, invece, individuare precocemente disfonia o disfagia consente di prevenire complicanze e migliorare il recupero funzionale.
Spesso si tendono a confondere le figure del foniatra, dell’otorinolaringoiatra e del logopedista, perché si tratta di professionisti che collaborano strettamente nella gestione dei disturbi della comunicazione, della voce, dell’udito e della deglutizione. In realtà, si occupano di aspetti differenti ma complementari del percorso diagnostico e terapeutico.
Il foniatra è un medico specialista che si occupa della diagnosi, valutazione clinica e gestione dei disturbi della voce, del linguaggio, della comunicazione e della deglutizione. Il suo lavoro è focalizzato soprattutto sull’aspetto funzionale e riabilitativo del disturbo, sia nel bambino sia nell’adulto. Il foniatra segue, ad esempio, pazienti con disfonia, ritardi del linguaggio, disturbi comunicativi, disfagia e problematiche vocali professionali. Si tratta quindi di una figura clinica.
L’otorinolaringoiatra, invece, è il medico specialista che si occupa delle patologie di orecchio, naso e gola da un punto di vista medico e chirurgico. L’ORL tratta condizioni come otiti, sinusiti, tonsilliti, patologie delle corde vocali, disturbi respiratori e neoplasie del distretto testa-collo. In molti casi esegue anche interventi chirurgici e valutazioni endoscopiche delle vie aeree e digestive superiori. Si tratta quindi di una specialità chirurgica.
Le competenze del foniatra e dell’otorinolaringoiatra possono sovrapporsi in alcune condizioni cliniche, soprattutto nei disturbi della voce. Tuttavia, il loro approccio è diverso: il foniatra si concentra principalmente sulla funzione vocale, comunicativa e deglutitoria, mentre l’otorinolaringoiatra valuta anche gli aspetti organici, infiammatori e chirurgici delle patologie di orecchio, naso e gola.
Il logopedista, invece, non è un medico ma un professionista sanitario della riabilitazione. Si occupa del trattamento riabilitativo dei disturbi del linguaggio, della comunicazione, della voce e della deglutizione, seguendo un percorso definito sulla base della valutazione specialistica del foniatra o dell’otorinolaringoiatra. Il logopedista lavora attraverso esercizi e programmi personalizzati per migliorare le capacità comunicative e funzionali del paziente.
La collaborazione tra foniatra, otorinolaringoiatra e logopedista è fondamentale per garantire una presa in carico completa e multidisciplinare.
Audiologia e foniatria è una specialità poco conosciuta, anche tra molti colleghi. Spesso, infatti, i pazienti vengono indirizzati direttamente all’otorinolaringoiatra, mentre il ruolo dell’audiologo-foniatra rimane meno “visibile”. Proprio per questo motivo, chi valuta questo percorso tende spesso a chiedersi: conviene scegliere audiologia e foniatria?
Sicuramente la richiesta è molto più alta rispetto alla domanda, questo la rende un’ottima scelta se si vuole il lavoro assicurato, ma andiamo più a fondo.
Le opinioni su audiologia e foniatria sono generalmente molto positive tra chi cerca una specialità clinica, trasversale e con un forte rapporto umano, ma è importante conoscere sia i pro che i contro prima di sceglierla.
Tra gli aspetti più apprezzati c’è sicuramente il fatto che si tratti di una specialità molto multidisciplinare. Il lavoro quotidiano porta a collaborare con otorinolaringoiatri, logopedisti, neurologi, neuropsichiatri infantili e altre figure della riabilitazione.
Un altro grande punto di forza è il ragionamento clinico: rispetto a specialità più procedurali, qui conta molto l’interpretazione dei sintomi, la valutazione funzionale e la costruzione di percorsi terapeutici personalizzati. Per chi ama seguire il paziente nel tempo e vedere miglioramenti concreti grazie alla riabilitazione, può essere una scelta molto soddisfacente.
La qualità di vita è spesso considerata buona. I ritmi di lavoro tendono a essere più regolari rispetto a specialità d’urgenza, e questo permette anche di organizzare più facilmente l’attività privata. Inoltre, la possibilità di lavorare sia con pazienti pediatrici sia con adulti rende la pratica molto varia e stimolante.
Dal punto di vista umano, è una specialità che crea spesso un rapporto continuativo con il paziente. Molti percorsi richiedono follow-up lunghi e un accompagnamento costante, soprattutto nell’ambito della riabilitazione uditiva e del linguaggio. Per alcuni medici questo rappresenta uno degli aspetti più belli della disciplina.
Ci sono però anche alcuni aspetti meno positivi da considerare. Innanzitutto, è una specialità meno conosciuta e meno “adrenalinica” rispetto ad altre branche mediche. Chi cerca un lavoro molto intenso, con urgenze frequenti o tante procedure invasive, potrebbe percepirla come un po’ noiosa.
Inoltre, gran parte del lavoro si basa sulla rete multidisciplinare e sulla continuità assistenziale: serve quindi molta capacità di collaborazione e pazienza nei percorsi lunghi.
Dal punto di vista clinico, alcune persone possono percepire una certa ripetitività dei casi, soprattutto rispetto a specialità con maggiore variabilità acuta o chirurgica. Proprio perché il focus è spesso sul follow-up e sulla riabilitazione, i risultati richiedono tempo e continuità.
La specializzazione in audiologia e foniatria ha una durata di 4 anni e prevede una formazione clinica e funzionale dedicata alla diagnosi, al trattamento e alla riabilitazione dei disturbi dell’udito, dell’equilibrio, della voce, del linguaggio e della deglutizione.
A differenza di molte altre scuole di specializzazione, l’audiologia e foniatria è meno “corsia-centrica” e si sviluppa soprattutto attraverso attività ambulatoriali e diagnostiche specialistiche. La formazione si svolge principalmente all’interno di ambulatori, con un approccio molto orientato alla valutazione clinica specialistica.
Durante i 4 anni, lo specializzando acquisisce competenze nelle diverse branche della disciplina, partecipando a:
La suddivisione delle attività per anno può variare da ateneo ad ateneo.
La formazione comprende sia l’ambito pediatrico sia quello dell’adulto, permettendo di seguire pazienti con disturbi della comunicazione, dell’udito, della voce e della deglutizione nelle diverse fasce d’età.
Durante la scuola di specializzazione in audiologia e foniatria SSM, gli specializzandi si troveranno ad alternare attività teorica e pratica, svolgendo quotidianamente un’intensa attività ambulatoriale e diagnostica. La formazione è fortemente orientata alla presa in carico specialistica del paziente, con un approccio multidisciplinare e un ruolo centrale del follow-up clinico e riabilitativo.
L’attività pratica si sviluppa principalmente negli ambulatori di audiologia e foniatria, dove lo specializzando partecipa alla valutazione diagnostica, alla gestione terapeutica e al monitoraggio nel tempo dei pazienti pediatrici e adulti.
Nell’ambito dell’audiologia e vestibologia, ci si occuperà della valutazione audiologica attraverso esami audiometrici tonali e vocali, impedenziometria, potenziali evocati uditivi (ABR e ASSR) ed esami vestibolari per lo studio dei disturbi dell’equilibrio e delle vertigini. Oltre alla gestione dei controlli periodici, della protesica acustica e del follow-up dei pazienti con impianto cocleare.
In ambito foniatrico, le visite saranno principalmente dedicate ai disturbi della voce, del linguaggio e della deglutizione, con particolare attenzione a disfonia e disfagia. Lo specializzando acquisisce competenze nella valutazione foniatrica tramite esami specialistici come rinofaringolaringoscopia e laringostroboscopia, seguendo sia pazienti in età evolutiva sia adulti.
L’attività quotidiana comprende anche follow-up clinici e riabilitativi, consulenze ospedaliere, discussione di casi clinici e, in molte sedi, partecipazione a progetti di ricerca e attività scientifica. Inoltre comprende anche l’interazione con altre figure affini come logopedisti e altri professionisti.
Durante la scuola specializzazione in audiologia e foniatria lo specializzando è tenuto ad acquisire competenze cliniche e funzionali nella diagnosi, valutazione e gestione dei disturbi dell’udito, dell’equilibrio, della voce, del linguaggio e della deglutizione. Il fine è quello di sviluppare sia competenze audiologiche sia foniatriche, integrando aspetti diagnostici, riabilitativi e multidisciplinari.
Uno degli obiettivi principali della scuola è imparare a riconoscere e inquadrare i disturbi uditivi e vestibolari attraverso l’interpretazione degli esami funzionali. Lo specializzando acquisisce esperienza nella lettura e nell’analisi di audiometria tonale e vocale, impedenziometria, potenziali evocati uditivi ed esami vestibolari, sviluppando competenze nella diagnosi di ipoacusia, acufeni e disturbi dell’equilibrio, oltre che nella gestione clinica e nel follow-up dei pazienti.
Parallelamente, la formazione foniatrica permette di approfondire la valutazione della voce, del linguaggio e della deglutizione. Lo specializzando impara a inquadrare disfonia, disfagia e disturbi del linguaggio sia in età pediatrica sia nell’adulto, utilizzando strumenti diagnostici specifici e collaborando nei percorsi riabilitativi.
Una parte centrale della scuola specializzazione audiologia e foniatria, come ripetuto più volte, è il lavoro multidisciplinare. Il medico in formazione lavora quotidianamente in équipe con logopedisti, audiometristi, audioprotesisti, neurologi, fisiatri, otorinolaringoiatri e altri specialisti coinvolti nella presa in carico del paziente. Questo approccio consente di acquisire esperienza nei contesti neuro-riabilitativi, pediatrici e funzionali complessi.
I contratti in audiologia e foniatria SSM hanno un numero generalmente ridotto rispetto ad altre specialità mediche. Ogni anno, infatti, l’offerta formativa risulta piuttosto limitata e distribuita in modo meno capillare sul territorio.
Nel dettaglio, i posti ad audiologia e foniatria SSM sono stati:
Si tratta quindi di numeri relativamente bassi, soprattutto se confrontati con altre specialità. Anche le sedi non sono numerose: la formazione si concentra prevalentemente nei grandi poli universitari e ospedalieri.
Questo la rende una scuola competitiva? In realtà, pur avendo pochi contratti disponibili, il rapporto tra posti e candidati non raggiunge generalmente i livelli di competitività di altre scuole mediche più richieste, a dimostrazione del fatto che nel 2025 quattro contratti non sono stati assegnati. Tuttavia l’ingresso nelle scuole più ambite rimane abbastanza competitivo.
Il punteggio minimo per accedere ad audiologia e foniatria SSM varia sensibilmente di anno in anno e dipende da diversi fattori: difficoltà del test SSM, numero di candidati, posti disponibili e preferenze espresse dai partecipanti.
Nel 2025, alla prima assegnazione, il punteggio minimo è risultato compreso tra:
Questi dati mostrano chiaramente come la competitività della scuola non possa essere valutata in modo uniforme a livello nazionale. Pur trattandosi di una specializzazione con un numero ridotto di contratti, la domanda può concentrarsi in modo molto diverso tra le varie sedi.
Alcune scuole, soprattutto nei grandi centri universitari o considerate particolarmente prestigiose per qualità formativa e casistica clinica, tendono infatti ad avere punteggi minimi più elevati. Altre sedi, invece, possono registrare soglie di accesso decisamente più basse.
Il numero limitato di posti rende inoltre la specialità particolarmente sensibile alle variazioni annuali della domanda: anche piccoli cambiamenti nel numero di candidati interessati possono determinare oscillazioni importanti nei punteggi minimi.
Audiologia e foniatria è difficile? Si tratta di una specialità che difficilmente può essere definita semplice, ma la sua difficoltà non deriva tanto dall’elevato carico lavorativo o dall’intensità assistenziale tipica di altre branche mediche. Si tratta invece di una disciplina molto specialistica e “di precisione”, che richiede solide competenze teoriche, grande attenzione clinica e una buona capacità di interpretazione funzionale.
La difficoltà di audiologia e foniatria è legata soprattutto a:
Lo specializzando deve acquisire familiarità con numerosi esami funzionali audiologici e foniatrici, imparando non solo a eseguirli e interpretarli, ma anche a integrarli con il quadro clinico generale del paziente. Questo richiede capacità di ragionamento, attenzione ai dettagli e una formazione teorica approfondita.
Un altro aspetto importante è la multidisciplinarietà: audiologi e foniatri lavorano frequentemente insieme a logopedisti, neurologi, otorinolaringoiatri, neuropsichiatri infantili, fisiatri e psicologi. Per questo motivo è fondamentale sviluppare buone capacità di inquadramento clinico e di collaborazione.
La complessità aumenta soprattutto nella gestione di bambini con disturbi del linguaggio, pazienti neurologici, disturbi della deglutizione o problematiche vocali professionali, contesti nei quali la valutazione clinica richiede precisione e sensibilità.
Lo stipendio di uno specializzando in audiologia e foniatria segue il contratto standard nazionale previsto per tutte le scuole di specializzazione mediche in Italia.
A partire dal 2026 è stato introdotto un aumento del trattamento economico per tutti gli specializzandi. Per le scuole che non rientrano tra quelle beneficiarie dell'incremento del 50% della quota variabile, come Audiologia e Foniatria, il nuovo compenso mensile lordo è pari a:
Si può quindi osservare una crescita progressiva dello stipendio durante il percorso di specializzazione, con un incremento previsto a partire dal terzo anno di corso.
Dopo la specializzazione in audiologia e foniatria, le possibilità lavorative possono essere diverse e la retribuzione varia molto in base al contesto professionale, all’esperienza e al volume di attività svolta.
Il lavoro del foniatra o dell’audiologo medico è prevalentemente ambulatoriale, sia nel settore pubblico sia nel privato.
Nel pubblico lo stipendio di un foniatra può aggirarsi indicativamente tra i 60.000 e i 100.000 euro lordi annui, corrispondenti a circa 3.200 – 5.200 euro netti al mese, in base ad anzianità, incarichi e indennità.
Anche lo stipendio di un audiologo varia in funzione dell’inquadramento. Agli inizi le retribuzioni possono partire da circa 22.000 – 28.000 euro lordi annui, mentre nel pubblico si possono superare i 50.000 euro annui con l’esperienza e la progressione di carriera.
Nel privato o in libera professione, invece, i compensi sono molto più variabili. Esistono opportunità in:
In questi contesti il guadagno dipende soprattutto dal numero di pazienti, dal tipo di collaborazione e dalla continuità dell’attività clinica. I professionisti più esperti, soprattutto nelle grandi città o nei centri altamente specializzati, possono anche superare i 100.000 euro lordi annui, ma si tratta di situazioni molto variabili e legate a un’elevata attività professionale.
Nel complesso, si tratta di una specializzazione con una forte componente ambulatoriale e multidisciplinare, dove le prospettive economiche dipendono molto dal percorso costruito dopo la formazione, dal contesto lavorativo scelto e dalla capacità di sviluppare collaborazioni professionali nel tempo.
Le università di audiologia e foniatria in Italia sono presenti in un numero piuttosto limitato rispetto ad altre specializzazioni mediche. Nel 2025 le scuole attive sono state 12, con un numero complessivamente ridotto di posti disponibili ogni anno.
Le sedi attive sono:
Le differenze tra le varie scuole di audiologia e foniatria in Italia non riguardano solo il numero di posti, ma soprattutto l’impostazione clinica e formativa. Alcune sedi hanno una vocazione maggiormente audiologica, con una formazione più focalizzata su udito, vestibologia ed equilibrio, mentre altre sono più orientate verso la foniatria, quindi verso voce, linguaggio, deglutizione e riabilitazione comunicativa.
Ad esempio, sedi come Università degli Studi di Milano e Università degli Studi di Padova sono spesso considerate più orientate all’ambito audiologico e vestibolare. Al contrario, Università degli Studi di Torino e Università Cattolica del Sacro Cuore hanno storicamente una forte componente foniatrica e riabilitativa.
Un elemento molto importante nella scelta della scuola è anche la qualità della rete clinica collegata alla specializzazione. Le sedi più strutturate permettono infatti collaborazioni multidisciplinari con:
La presenza di una buona rete pediatrica è particolarmente rilevante per chi è interessato alla diagnosi precoce dei disturbi dell’udito, ai disturbi del linguaggio o alla riabilitazione dell’età evolutiva.
Non esiste quindi una migliore scuola valida per tutti. La scelta dipende soprattutto dai propri interessi clinici e professionali: chi preferisce l’ambito dell’udito, degli impianti cocleari e dell’equilibrio potrebbe orientarsi verso scuole più audiologiche, mentre chi è interessato a voce, linguaggio, deglutizione e riabilitazione comunicativa potrebbe trovarsi meglio in sedi con una formazione più foniatrica e multidisciplinare.
Audiologia e Foniatria a Milano rappresenta uno dei principali poli italiani, grazie a una rete ospedaliera ampia e altamente multidisciplinare.
La scuola di specializzazione della Università degli Studi di Milano è generalmente considerata una delle realtà più solide nell’ambito audiologico e vestibolare, con una formazione fortemente integrata con l’otorinolaringoiatria, la neurologia e la riabilitazione.
Uno dei punti di forza di Milano è la presenza di numerosi ospedali e centri ad alta specializzazione tra cui il Niguarda e il Policlinico, che permettono agli specializzandi di confrontarsi con casistiche molto varie e complesse. La rete formativa può includere attività legate a:
L’ambiente milanese offre inoltre una forte integrazione multidisciplinare tra reparti di ORL, servizi di logopedia, neurologia, neuropsichiatria infantile e centri riabilitativi. Questo aspetto è particolarmente importante in una specializzazione come Audiologia e Foniatria, dove il lavoro clinico si sviluppa spesso in team con professionisti di diverse aree.
Dal punto di vista formativo, Milano è considerata una sede con una componente audiologica molto sviluppata, soprattutto per quanto riguarda diagnostica avanzata, vestibologia e tecnologie dell’udito. Allo stesso tempo, rimane presente anche una parte foniatrica e riabilitativa significativa, grazie alla collaborazione con servizi dedicati alla voce, al linguaggio e alla deglutizione.
Audiologia e foniatria a Roma fa riferimento a:
Entrambe le sedi sono inserite in contesti ospedalieri di alto livello e permettono una formazione multidisciplinare, con forte integrazione tra attività clinica, diagnostica e riabilitativa.
Uno dei maggiori punti di forza di Roma è la possibilità di costruire una formazione molto varia, grazie all’ampia rete formativa di cui fanno parte il Gemelli, il Policlinico Umberto I, l’ospedale pediatrico Bambino Gesù e altri. Questo permette agli specializzandi di confrontarsi con ambiti differenti della disciplina, tra cui:
La Università Cattolica del Sacro Cuore è spesso considerata una delle sedi con maggiore tradizione nell’ambito foniatrico e riabilitativo, grazie al forte collegamento con logopedia, disturbi della voce, linguaggio e deglutizione. La presenza di una rete clinica articolata consente inoltre un’importante esposizione a casi complessi sia pediatrici sia dell’adulto.
Un altro aspetto interessante è la possibilità di seguire casistiche molto eterogenee, grazie all’elevata popolazione e alla presenza di centri altamente specializzati.
Audiologia e foniatria a Padova si distingue per la vocazione accademica e la sua lunga tradizione universitaria. L’Università di Padova, come l’Università di Milano, presenta una particolare attenzione all’audiologia, con un approccio che integra conoscenze teoriche approfondite e applicazioni cliniche.
La rete formativa sul territorio non è estesa, ma include strutture rilevanti come l’Azienda Ospedaliera-Università di Padova e l’Ospedale di Treviso. In queste sedi la formazione e l’attività clinica si distinguono per qualità, permettendo un approfondimento specialistico delle competenze.
In questo contesto, Padova si caratterizza per la combinazione di tradizione universitaria, qualità clinica e orientamento accademico, con un’attenzione particolare allo sviluppo delle conoscenze e delle capacità sia teoriche che pratiche nel campo dell’audiologia e della foniatria.
La specializzazione in audiologia e foniatria a Napoli si basa sull’Università degli Studi di Napoli e su una rete formativa articolata in diversi ospedali, che garantiscono un’ampia esposizione clinica e una varietà di pazienti significativa.
Tra le principali strutture:
Grazie a questa organizzazione, Napoli si distingue per una casistica ampia e diversificata, che permette agli specializzandi di acquisire esperienza pratica su una varietà di patologie e fasce d’età, integrando l’attività clinica con la formazione universitaria.
La specializzazione in audiologia e foniatria a Bologna si distingue per la lunga tradizione universitaria e la qualità accademica dell’Università degli Studi di Bologna, con un’impostazione formativa che integra attività teorica, clinica e riabilitativa.
La rete ospedaliera, pur non estesa, include strutture di riferimento che offrono un’ampia esperienza pratica:
Bologna si caratterizza per la combinazione di qualità accademica, impostazione formativa strutturata e integrazione tra clinica e riabilitazione, che permette agli specializzandi di sviluppare competenze complete nella gestione dei disturbi dell’udito e della comunicazione.
La specializzazione in audiologia e foniatria offre un’esperienza formativa molto diversa se paragonata alle altre specialità, caratterizzata principalmente da attività ambulatoriale e di consulenza, più che di reparto. La giornata dello specializzando è generalmente organizzata e il carico di lavoro è sostenibile, permettendo una gestione equilibrata tra attività clinica, studio e eventuali lavori extra.
Il ritmo di lavoro differisce rispetto a specializzazioni con maggiore urgenza: la giornata è più strutturata e pianificata, con momenti dedicati alla valutazione, diagnosi e follow-up dei pazienti. Questo consente agli specializzandi di sviluppare progressivamente precisione diagnostica e capacità decisionali, seguendo ogni paziente dalla valutazione iniziale al trattamento e ai controlli periodici.
Un aspetto centrale della specializzazione è la forte relazione con i pazienti e il lavoro in équipe: gli specializzandi collaborano strettamente con logopedisti e altre figure riabilitative, partecipando a percorsi integrati di cura e riabilitazione. Questo approccio garantisce una crescita costante, sia sul piano teorico e clinico, sia nella capacità di lavorare in contesti multidisciplinari.
Dato il numero limitato di posti è difficile entrare ad audiologia e foniatria?
La competitività per entrare in audiologia e foniatria varia in base a diversi fattori, e non dipende esclusivamente dal prestigio della scuola. Il numero di posti disponibili è limitato e le sedi sono relativamente poche, perciò i movimenti di anno in anno possono essere imprevedibili.
Nonostante non sia tra le specializzazioni più “mainstream”, la competizione non va sottovalutata: le scuole più ambite presentano comunque un elevato livello di selettività. Una preparazione accurata è fondamentale per affrontare con sicurezza il test e massimizzare le possibilità di accesso.
Anche per scuole meno richieste come audiologia e foniatria, è fondamentale prepararsi al meglio per affrontare il test SSM. La preparazione non cambia in base alla fama della scuola: serve una strategia chiara e una pianificazione accurata dello studio.
È utile iniziare definendo il punteggio-obiettivo e valutando le sedi a cui si intende accedere. Questo consente di calibrare l’impegno quotidiano e di organizzare lo studio in modo efficiente. È importante ricordare che un punteggio basso in una specifica sede non significa necessariamente una preparazione meno efficace, poiché i fattori di variabilità possono influire sui risultati.
Oltre allo studio teorico, quiz e simulazioni restano centrali: esercitarsi regolarmente permette di consolidare le conoscenze, affinare le strategie di risposta e aumentare la sicurezza.
in che modo può tornare utile Peer4Med? Può essere utile per sviluppare un metodo, ma mette a disposizione anche manuali per lo studio, corsi dedicati al test SSM e simulazioni gratuite, per affrontare la selezione con consapevolezza e sicurezza.
La specializzazione in audiologia e foniatria dura 4 anni e forma specialisti nella diagnosi, trattamento e riabilitazione dei disturbi dell’udito, equilibrio, voce, linguaggio e deglutizione. La formazione è soprattutto ambulatoriale, con esami diagnostici, riabilitazione foniatrica, lavoro in équipe e consulenze. Si lavora sia con pazienti adulti sia pediatrici, sviluppando competenze cliniche e funzionali complete.
I contratti SSM in audiologia e foniatria sono pochi rispetto ad altre specialità. Nel 2025 erano 34 statali, 2 regionali e 2 per esigenze SSN; nel 2024, 35 statali, 2 regionali e 1 per SSN. Le sedi principali si concentrano nei grandi poli universitari. Nonostante i posti limitati, la competizione è moderata: nel 2025 alcuni contratti non sono stati assegnati.
Il foniatra svolge attività ambulatoriale nel pubblico e nel privato. Nel settore pubblico lo stipendio si aggira tra 60.000 e 100.000 € lordi annui, in base ad anzianità e incarichi. Nel privato o in centri specializzati, il compenso dipende dal numero di pazienti e dalle collaborazioni, con i professionisti più esperti che possono superare i 100.000 € annui.
L’audiologo lavora principalmente in ambito ambulatoriale, pubblico o privato. All’inizio può guadagnare 22.000–28.000 € lordi annui, mentre con esperienza nel settore pubblico lo stipendio supera i 50.000 €. Nel privato o in libera professione, il reddito varia in base a pazienti, collaborazioni e continuità dell’attività, con possibilità di superare i 100.000 € in centri specialistici.
In Italia le scuole di audiologia e foniatria sono solo 12, con pochi posti disponibili ogni anno. Alcune università, come Milano e Padova, sono più orientate all’audiologia e vestibologia, altre, come Torino e Cattolica, alla foniatria e riabilitazione. La scelta dipende dagli interessi clinici: udito ed equilibrio vs voce, linguaggio e disturbi comunicativi, con l’importanza di reti cliniche multidisciplinari.
Entrare in audiologia e foniatria può essere impegnativo a causa dei posti limitati e delle poche sedi disponibili. La competitività varia ogni anno e non dipende solo dal prestigio della scuola. Anche se non è una specializzazione “mainstream”, le scuole più richieste restano selettive: una preparazione accurata è fondamentale per aumentare le possibilità di successo.
Audiologia e foniatria è una scelta valida per chi cerca una specialità clinica, multidisciplinare e con forte rapporto umano. Il lavoro permette follow-up continui, collaborazione con otorinolaringoiatri, logopedisti e neurologi, e offre buoni ritmi e qualità di vita. Nonostante sia meno conosciuta e più lenta rispetto ad altre branche, è gratificante per chi ama la riabilitazione e il percorso terapeutico personalizzato.
Dopo la specializzazione, il medico audiologo/foniatra si occupa di prevenzione, diagnosi e trattamento dei disturbi di udito, voce, linguaggio e deglutizione. L’audiologo gestisce ipoacusie, vertigini e impianti cocleari, mentre il foniatra tratta disfonie, disturbi del linguaggio e della deglutizione. Lavora con pazienti di tutte le età, in ambito ospedaliero, ambulatoriale o territoriale, spesso in équipe multidisciplinari.

Concorso SSM 2026: guida completa al test di specializzazione in Medicina
Che tu sia un laureando in Medicina, un medico neolaureato oppure uno specialista che sta pensando di rimettersi in gioco per cambiare percorso, la strada per entrare in una scuola di specializzazione passa sempre dal concorso SSM 2026.
21 maggio 2026
10 minuti di lettura
Continua a leggere

Analisi Graduatoria SSM 2025: punteggi minimi per ogni specializzazione (analisi completa)
Qual è il punteggio minimo per entrare nelle scuole di specializzazione medica nel 2025?
24 giugno 2026
10 minuti di lettura
Continua a leggere

Scuola di specializzazione in medicina: come funziona, durata, costi, stipendio e sedi
Come funziona la scuola di specializzazione di medicina?
24 giugno 2026
12 minuti di lettura
Continua a leggere