Punteggi e posizioni SSM 2026: come sono cambiate le possibilità di entrare rispetto al 2025?

25 settembre 2026

7 min minuti di lettura

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Indice dell'articolo

Punteggi e posizioni SSM 2026: come sono cambiate le possibilità di entrare rispetto al 2025?

Prima di tutto: punteggio e posizione in graduatoria non sono la stessa cosa

Come abbiamo confrontato il percentile tra 2025 e 2026

Le specializzazioni più competitive: quanto è cambiata la posizione necessaria?

Il ruolo dei contratti regionali con requisiti specifici

Otorinolaringoiatria: minimo e posizione crollano, la mediana aumenta

Ultima posizione utile SSM 2025 vs 2026: il confronto per tutte le specialità

Punteggio, posizione e percentile: cosa dovrebbe guardare chi prepara SSM 2027?

Quindi SSM 2026 è stato davvero “più facile” per entrare nelle specialità più competitive?

Punteggi e posizioni SSM 2026: come sono cambiate le possibilità di entrare rispetto al 2025?

Il 24 settembre sono state pubblicate su Universitaly le graduatorie SSM 2026. Le abbiamo analizzate confrontando punteggi e posizioni con i dati del 2025, e sono emerse alcune differenze interessanti che aiutano a capire meglio come è cambiata la competitività tra le diverse specializzazioni.

Guardare soltanto il punteggio minimo SSM non basta per capire quanto fosse difficile entrare in una determinata specializzazione.

Un candidato può infatti ottenere un punteggio più basso rispetto all’anno precedente, ma trovarsi comunque in una posizione migliore o peggiore rispetto agli altri partecipanti, perché cambiano la difficoltà della prova, la distribuzione dei punteggi e il numero di candidati presenti in graduatoria.

Per questo abbiamo confrontato i dati SSM 2025 e SSM 2026 considerando non solo:

  • punteggio minimo;
  • punteggio massimo;
  • punteggio mediano;

ma anche l’ultima posizione in graduatoria che ha ottenuto un posto in ciascuna specialità.

Ed è proprio quest’ultimo dato a raccontare una parte della storia che il semplice confronto dei punteggi non permette di vedere.

Puoi trovare tutti i dati completi analizzati a questa pagina

Prima di tutto: punteggio e posizione in graduatoria non sono la stessa cosa

Nel 2026 i punteggi risultano generalmente più bassi rispetto al 2025.

Tra le 51 specialità analizzate, 41 registrano una diminuzione del punteggio mediano.

La media delle mediane passa da circa 83,6 punti nel 2025 a 81,6 nel 2026, con un calo di circa 2 punti.

Ma questo non significa automaticamente che per entrare fosse necessario ottenere una posizione migliore in graduatoria.

Anzi.

Per alcune delle specialità più competitive, nel 2026 l’ultima posizione utile è arrivata molto più in basso nella graduatoria nazionale rispetto all’anno precedente.

Ed è qui che entra in gioco il percentile.

Come abbiamo confrontato il percentile tra 2025 e 2026

Confrontare semplicemente la posizione assoluta può essere fuorviante, perché le due graduatorie non hanno la stessa ampiezza.

Nelle tabelle analizzate, la posizione più profonda osservata è:

  • 15.883 nel 2025
  • 17.651 nel 2026

Per confrontare gli anni abbiamo quindi normalizzato l’ultima posizione utile rispetto alla dimensione della graduatoria osservata.

In altre parole, invece di chiederci soltanto:

“L’ultimo candidato è entrato in posizione 3.000 o 6.000?”

ci chiediamo:

“Per entrare bisognava essere nel top quale percentuale della graduatoria?”

Questo permette un confronto molto più significativo.

Le specializzazioni più competitive: quanto è cambiata la posizione necessaria?

I dati diventano particolarmente interessanti guardando le specializzazioni tradizionalmente più competitive.

Dermatologia: da top 4% a circa top 15%

Dermatologia è probabilmente uno degli esempi più interessanti.

Nel 2025:

  • punteggio minimo: 117,25
  • punteggio mediano: 123,75
  • ultima posizione utile: 627
  • equivalente a circa il top 3,9% della graduatoria

Nel 2026:

  • punteggio minimo: 101,25
  • punteggio mediano: 119,38
  • ultima posizione utile: 2.695
  • circa top 15,3%

Il cambiamento è quindi molto più importante di quello che suggerisce il solo punteggio.

Nel 2025, per ottenere almeno un posto in Dermatologia, l’ultima assegnazione era arrivata soltanto intorno al 96° percentile della graduatoria, cioè tra il 4% circa dei candidati meglio posizionati.

Nel 2026 l’ultima posizione utile è scesa invece fino a circa l’85° percentile, cioè nel top 15%.

In termini di posizione relativa, quindi, Dermatologia è risultata nettamente più accessibile nel 2026, pur rimanendo la specialità con i punteggi più elevati.

Va però considerato che, nello stesso periodo, i posti disponibili sono passati da 119 a 148: un aumento che contribuisce naturalmente ad ampliare la quota di graduatoria raggiunta dalle assegnazioni. A questo si aggiunge un altro fattore importante: il dato considera tutte le sedi d’Italia, quindi l’ultima posizione utile riflette anche la disponibilità dei candidati a spostarsi lungo tutta la Penisola. In altre parole, una posizione più bassa può tradursi in un’assegnazione solo per chi è disposto a scegliere un ventaglio ampio di sedi, mentre chi restringe le preferenze a poche città o regioni può avere bisogno di una posizione molto migliore.

Chirurgia plastica: resta molto selettiva, ma la graduatoria scorre di più

Chirurgia plastica passa:

  • da posizione 2.823 nel 2025
  • a posizione 3.623 nel 2026.

Normalizzando i dati, significa passare da circa:

  • top 17,8%
  • a top 20,5%.

Il cambiamento c’è, ma è decisamente meno drastico rispetto a Dermatologia.

Anche i punteggi diminuiscono:

  • minimo: da 103 a 97,5
  • mediana: da 112,25 a 109,5.

Chirurgia plastica resta quindi una delle specialità per cui è necessaria una delle migliori posizioni nazionali.

Oftalmologia: dal top 17% al top 34%

Anche Oftalmologia mostra un cambiamento importante.

Nel 2025 l’ultima posizione utile era 2.682, pari circa al top 16,9%.

Nel 2026 si arriva invece fino alla posizione 5.948, cioè circa al top 33,7%.

Contestualmente:

  • il minimo passa da 103,75 a 90
  • la mediana da 113 a 109,62.

Quindi non è diminuito soltanto il punteggio richiesto all’estremo della distribuzione: anche la posizione relativa dell’ultimo candidato entrato è diventata molto più bassa.

Cardiologia: nel 2026 si arriva molto più in basso in graduatoria

Per Malattie dell’apparato cardiovascolare l’ultima posizione passa:

  • da 3.376 nel 2025
  • a 6.367 nel 2026.

In termini relativi significa:

  • 2025: circa top 21,3%
  • 2026: circa top 36,1%.

Anche qui il cambiamento è considerevole.

Il minimo scende contemporaneamente da 100,5 a 88,75, mentre la mediana passa da 112,25 a 108,5.

Endocrinologia: quasi raddoppia la quota di graduatoria raggiunta

Endocrinologia presenta uno dei cambiamenti più evidenti.

Nel 2025 l’ultimo candidato assegnato si trovava alla posizione 3.764, quindi nel top 23,7% circa della graduatoria.

Nel 2026 si arriva alla posizione 8.603, corrispondente circa al top 48,7%.

La variazione è di circa 25 punti percentuali della graduatoria.

Parallelamente:

  • il minimo passa da 99 a 81,75
  • la mediana da 108,75 a 105.

Il ruolo dei contratti regionali con requisiti specifici

Le grandi differenze osservate tra punteggio minimo, mediana e ultima posizione utile possono dipendere anche dalla presenza di contratti regionali soggetti a requisiti specifici.

Alcuni contratti, infatti, non sono necessariamente accessibili indistintamente a tutti i candidati presenti in graduatoria.

Quando per concorrere a un determinato contratto servono specifici requisiti, la platea dei candidati eleggibili si restringe.

Di conseguenza, può accadere che un posto venga assegnato a un candidato collocato molto più in basso nella graduatoria nazionale.

Questo può produrre contemporaneamente:

  • un punteggio minimo molto più basso;
  • un’ultima posizione utile molto più profonda;
  • ma una mediana che rimane elevata e relativamente stabile.

Ed è esattamente il tipo di dinamica che osserviamo in alcune specialità.

Le tabelle analizzate non indicano però quale specifica assegnazione corrisponda a un contratto regionale o a un determinato requisito. Non possiamo quindi affermare, per esempio, che l’ultima posizione di Gastroenterologia sia sicuramente dovuta a un contratto regionale.

Possiamo però dire che queste modalità di assegnazione sono uno dei fattori che possono spiegare valori estremi così distanti dal resto della distribuzione.

Otorinolaringoiatria: minimo e posizione crollano, la mediana aumenta

Un altro esempio ancora più netto è Otorinolaringoiatria.

Nel 2025:

  • minimo: 76,75
  • mediana: 95,5
  • ultima posizione: 9.993
  • top 62,9% circa.

Nel 2026:

  • minimo: 40,75
  • mediana: 96
  • ultima posizione: 17.023
  • top 96,4% circa.

Il punteggio minimo diminuisce di 36 punti e l’ultima posizione utile arriva quasi in fondo alla graduatoria.

Ma la mediana non diminuisce.

Aumenta da 95,5 a 96.

Questo significa che sarebbe profondamente fuorviante concludere:

“Nel 2026 bastava essere quasi in fondo alla graduatoria per entrare in Otorino.”

Sarebbe più corretto dire:

almeno un posto è stato assegnato molto in basso nella graduatoria, mentre il livello centrale dei punteggi degli assegnati è rimasto praticamente identico all’anno precedente.

Sono due informazioni molto diverse.

Ultima posizione utile SSM 2025 vs 2026: il confronto per tutte le specialità

Nella tabella seguente, “top %” indica fino a quale quota della graduatoria osservata è arrivata l’ultima assegnazione.

Più il valore è basso, più era necessario essere in alto in graduatoria.

Calcoli effettuati a partire dalle posizioni riportate nelle statistiche 2025 e 2026.

Controlla la tabella - Ultima posizione utile SSM 2025 vs 2026

Punteggio, posizione e percentile: cosa dovrebbe guardare chi prepara SSM 2027?

La risposta è: tutti e tre, ma per motivi diversi.

1. Il punteggio minimo

Ti dice il punteggio dell’ultima assegnazione osservata.

È utile per conoscere l’estremo, ma è il dato più sensibile a contratti particolari e outlier.

2. Il punteggio mediano

Ti dice molto di più sul livello centrale degli assegnati.

Se il minimo crolla ma la mediana rimane stabile, significa che probabilmente la maggior parte degli assegnati continua ad avere punteggi simili a quelli dell’anno precedente.

3. L’ultima posizione utile

Risponde a un’altra domanda:

quanto in basso nella graduatoria nazionale è arrivata almeno un’assegnazione?

È particolarmente utile per confrontare due prove con livelli di difficoltà differenti.

4. Il percentile

È probabilmente il dato migliore per confrontare la propria performance tra un anno e l’altro.

Supponiamo, per esempio, che un candidato si trovi nel top 20%.

Nel 2025 sarebbe stato:

  • fuori dall’ultima posizione osservata in Dermatologia, che si fermava al top 3,9%;
  • vicino al limite di Oftalmologia, top 16,9%;
  • dentro il range osservato per Cardiologia, top 21,3%.

Nel 2026, invece, un candidato nel top 20% sarebbe stato:

  • potenzialmente entro l’ultima posizione osservata in Dermatologia, top 15,3%, ma di poco fuori;
  • entro il range osservato per Chirurgia plastica, top 20,5%;
  • nettamente entro quelli di Oftalmologia e Cardiologia.

È proprio questo il vantaggio del percentile: permette di confrontare la propria posizione relativa anche quando cambiano i punteggi assoluti del test.

Quindi SSM 2026 è stato davvero “più facile” per entrare nelle specialità più competitive?

La risposta corretta è: per diverse specialità l’ultima posizione utile è effettivamente scesa molto più in basso nella graduatoria, ma non possiamo tradurre automaticamente questo dato in una diminuzione equivalente della competitività.

Il confronto mostra infatti due fenomeni contemporanei.

Da una parte, i punteggi sono generalmente diminuiti.

Dall’altra, per molte specialità molto richieste la quota di graduatoria raggiunta dalle assegnazioni è aumentata.

Dermatologia, Oftalmologia, Cardiologia, Endocrinologia e Neurologia sono esempi chiari.

Ma in alcuni casi le variazioni dell’ultima posizione sono talmente grandi rispetto a quelle della mediana da suggerire la presenza di assegnazioni estreme che non rappresentano necessariamente il candidato “tipico” entrato in quella specializzazione.

Per questo, quando utilizzi i dati SSM degli anni precedenti per capire quali possibilità hai, non dovresti chiederti soltanto:

“Qual è stato il punteggio minimo?”

ma almeno tre cose:

“Qual era la mediana?” “Fino a quale posizione è arrivata l’ultima assegnazione?” “A quale percentile della graduatoria corrispondeva quella posizione?”

Solo mettendo insieme questi dati puoi avere una fotografia più realistica della competitività di una specializzazione.

E soprattutto evitare di interpretare un singolo contratto assegnato molto in basso come la nuova soglia necessaria per entrare.